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Paradise Now #1, #2
1997
Fotomontaggio, stampa a colori su alluminio, 100 X 70 cm 

Nella serie vengono associate immagini di paradisi terrestri prese dalle riviste dei Testimoni di Geova 
a ingrandimenti di foto di famiglia.
End of Millennium Sales,
1994-1997
(Saldi di fine millennio, 
Sonderangebote des Jahrtausendendes)
Interventi urbani, manifesti 100 X 70.
Imola-Weinheim (’94), Berlino (’95),  Bologna (’96),  Kassel (’97) 
 
L’azione, invadendo lo spazio urbano, crea uno scarto nei confronti degli usuali testi che ci definiscono come utente medio del sistema stradale e commerciale.
La ripetizione dell’intervento in luoghi e con modalità differenti fa si che essa cambi di volta in volta di significato; ad esempio a Berlino Est assume connotati socio-politici, diversi da quelli che può assumere a Kassel, nel contesto della Documenta X. 


Twin  Plasters, 
1997
veduta dell’installazione. 
PVC in pellicola adesiva, garza per compresse
350 x 90 cm  ogni elemento

I cerotti sono realizzati con lo stesso materiale usato per la loro produzione industriale. 
Sono stati realizzate altre installazioni con elementi di dimensioni e disposizioni differenti in relazione allo spazio utilizzato.
Ne vale la pena?
1998
Manifesti 70×100 cm
Libretto in 2000 copie distribuiti in città 
Intervento di arte pubblica, Milano


L’intervento fa parte di una serie di lavori dove vengono utilizzati titoli in forma interrogativa tratte dalle riviste della Watch Tower Society dei Testimoni di Geova (La Torre di Guardia, Svegliatevi!).
Oasis, 
1999/2000
Installazione site-specific presso 
S. Casciano val di Pesa, Firenze
Palme, laghetto artificiale, prato a rotoli, 30 mq circa.


Il lavoro gioca su uno degli  stereotipi del paesaggio in Italia per eccellenza classico, quello della terra del Chianti tra Firenze e Siena, reso immortale anche attraverso l’uso come sfondo di molti dipinti rinascimentali. L’idea é stata dunque quella di creare una piccola oasi kitsch in questo scenario, collocando un laghetto artificiale contornato di palme, sullo sfondo delle colline ricoperte dei più nobili, per la  nostra cultura, ulivi, cipressi e vigneti.
Oasis #2,
2004
Intervento di arte pubblica, 
palme, sabbia, lago artificiale. 
Dimensioni 30 mq ca.
Historic Fort York, Toronto


II lavoro vuole creare uno scarto nei confronti degli aspetti identitari e storici del luogo, sottolineandone gli aspetti contraddittori. Il museo Historic Fort York è il primo insediamento della città di Toronto, ma allo stesso tempo si trova in una situazione urbanistica estremamente critica, schiacciata tra ferrovia, autostrada sopraelevata e area portuale (foto sotto).
Cùdal, 
2003
Performance live cinema+DJ set, 
Durata 30 min circa
In collaborazione con David Tucci ai suoni. 

Set composto da impianto quadrifonico e postazione di 4 cine-proiettori Super8 e 8mm. 

Sulla parete vengono proiettati vecchi film didattici e riprese amatoriali trovate, accompagnati da una colonna sonora che mixa musica elettronica minimale e vinili usurati che riportano lontani echi di liscio romagnolo.
Ortus Conclusus
2008
Intervento site specific presso l’insediamento medievale di Terravecchia a Caltavuturo (PA), Parco delle Madonie.


L’istallazione ricostruisce il nucleo essenziale di un giardino islamico presso i ruderi della rocca, che reca le tracce di fortificazioni militari di molte culture differenti (normanna, mussulmana, bizantina).
Offshore
2010
Installazione site-specific, 
Legno, stuoie, vimini.
3x3x5 m
Giardini Speyer, Ravenna

Intervento realizzato durante l’annuale convegno ravennate sull’energia.
Il lavoro mette in confronto l’antica economia territoriale delle erbe palustri con quella recente dello sfruttamento delle fonti energetiche attuata con l’installazione delle numerose  piattaforme estrattive sulle coste del ravennate.  
Burned Palms
2014
China su carta,
24X16 cm


Serie di dipinti e disegni 
Elogio della fragilità
2019,
Polaroid, foglia d’oro, 
9.5 X 10.5 ogni elemento

Fabrizio Rivola è nato nel 1969 a Imola dove vive e lavora. Si è laureato al Dams dopo essersi diplomato nel 1995 all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1993 ha partecipato alla Borsa di Studio ERASMUS presso la Hochschule der Künste di Berlino.

Ha preso parte a programmi di scambio e residenze d’artisti, in particolare dal 1997 al’99 ha seguito il Progetto Oreste.

Nel 2001 ha ottenuto la Selezione 2001-2002 per la borsa di studio P.S.1 Italian Studio Program – MoMa, New York, ed è risultato il secondo selezionato dalla giuria americana.

Fabrizio Rivola ha iniziato lavorando in particolare sull’idea del rapporto tra identità personale e immaginari veicolati dai media e sulle trasformazioni che essi attuano sui grandi temi antropologici, come il dolore e la fine, realizzando  una serie di opere video e fotografiche che giocano sui meccanismi d’attenzione indotta operata dai media.

In seguito ha lavorato sull’ambiente inteso come luogo antropologico, interagendo con le sue caratteristiche identitarie, relazionali e storiche e in questo senso ha realizzato una serie di interventi di public-art e fotografici  dove assume un ruolo importante l’elemento d’ambiguità tra dato reale e simulato.  

Negli ultimi anni ha spesso realizzato progetti in collaborazione con altri artisti, lavorando sulla relazione come elemento generativo dell’opera.